Zingara
Cantavi la rivoluzione, con una chitarra e la tua voce, sguardo fisso in camera e viso pieno di nei. Scalza, bussasti alla mia porta, ma io, incurante, ebbi paura o forse non capii, poi ti cercai, poi più nulla. Zingara nell'anima, potessi essere vento soffieresti per tutta la vita, un po' di qua, un po' di la. Chissà dove sei ora, cosa starai facendo per racimolare un po' di soldi. Vendi il tuo tempo, cucini, accudisci, ma la tua voce non è in vendita mai, essa è libera come l'anima tua. Zingara nel cuore, quanti amori fugaci ti porti addosso, come bagagli trasparenti e senza peso che ti seguono dappertutto. Avessi avuto un'ora in più, o anche meno, anche soli dieci minuti, o se fossi venuto a quel matrimonio, chissà. E anche se ora non ha più importanza, potesse la mia mente viaggiare un pochino, non farebbe male affatto, no?