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Visualizzazione dei post da ottobre, 2020

Loss

 Sotto la notturna pioggia scrosciante, sul Naviglio passeggio senza un ombrello, e prendo acqua, che mi inzuppa i vestiti e l'animo. M'accosto al muro ché le gocce si fanno meno frequenti e più lievi, a tratti delicate. Vedo un bar, di quello come si era una volta, col bancone di legno pregiato e un vecchio ubriacone che continua a chiedere e chiedere. Forse stanco delle gocce, entro, col naso un po' all'insù, cerco un tepore, un odore che mi ricordi qualcosa, non voglio essere un estraneo. Non faccio in tempo a guardarmi intorno che mi ritrovo seduto su uno sgabello, storto e in disequilibrio, ordino un gin sour, guardo il vecchiaccio che si inzuppa la folta barba bianca con del whiskey di infima qualità. Nell'attesa del gin provo a distogliere lo sguardo dalle infinite bottiglie poste in vetrina, dietro al barista, e mi giro. Quasi cado dallo sgabello, che inizia a ballare, mi sorreggo con le mani, abbasso e poi alzo la testa, e poi vedo lei, seduta a un tavolino...

Pensieri e ripensieri

 Vedersi è stato sicuramente un errore. Stavo bene prima, cioè, non stavo malissimo e me la cavavo. Poi ci siamo visti e mi è crollato il mondo addosso, ho tanta ansia, la sento alla bocca dello stomaco e non mi fa mangiare, mi fa fumare, mi fa venire da piangere, ma questo no, non posso farlo, perché finirei con lo stare ancora peggio. Vorrei che ti decidessi anche tu, vorrei che sparissi dalla mia vita per un bel po' di tempo, è l'unico modo per andare avanti e ti supplico in ginocchio, ti prego, fallo. Non penso di aver amato così tanto una persona prima d'ora e ho compiuto tanti sbagli, tanti errori ho commesso che ti hanno fatto star male, e tanti che hanno fatto star male anche me. Mi ripeto che non posso piangere, perché devo essere più forte di così, e forse in fondo lo sono. Ma tu che vuoi da me?  Non cercarmi perché mi troverai Non seguirmi perché mi fermerai Ma non andare perché mi ucciderai Forse stasera non dovrei drogarmi e non dovrei nemmeno bere, anche se se...

Bar

 La vita è una merda, questo posto è una merda, io sono una merda, fa tutto schifo e non c'è una minima via di salvezza. Fa tutto schifo. Essere figlio della mentalità che combatti da tutta la vita, essere geloso, superato, inutile, finito, zero. Sbagliare, sbagliare ancora, chiedere scusa ma poi sbagliare di nuovo. Non aver concluso niente, stare male per il pensiero degli altri, stare male in generale. Basta. Cosa ho fatto di buono in questa vita? Il tempo scorre e inizio a sentirmi grande, andato, è troppo tardi per iniziare qualcosa di grande, o forse sono ancora in tempo, ma cosa fare però? Vorrei qualcuno che mi capisse, che si sedesse vicino a me per parlare, per piangere, per progettare.  Dire addio a tutti è la soluzione? Ricominciare da zero è così difficile anche solo da immaginare, non so.  Come si cura un cuore spezzato? Perché i pezzi del mio sono un po' ovunque, a me rimane ben poco ormai. Dicono che forse potrò ritrovarli un giorno, in un bar probabilmente...

Close to me

Immagine
 È strano come una canzone riesca a suscitare emozioni così forti e contrastanti, tanto che alcuni ricordi, che riaffiorano a volte con passo un po' incerto, diventano ora vividi, reali. È un'ansia continua ormai, il tempo che passa e i tempi che mai più torneranno. La nota dolente è che non ho un futuro, tantomeno un presente, tutto scorre a un ritmo fin troppo lento. C'è questa canzone dei Cure che ho scoperto ad Amsterdam, c'eravamo io e te nel bar dell'hotel, avevi preso un pacco di Skittles e io parlavo con dei ragazzi di Napoli che erano venuti per fumare. Ogni volta che sento questa canzone mi vieni in mente tu, quei ragazzi, la moquette rossa, il nostro posto, quel televisore malandato e quel bancone sempre vuoto, mi torna in mente la nostra stanza e i letti dove abbiamo dormito, roba che pensavo fosse andata persa per sempre nel caos della mia testa, e invece bastava un banale riff britannico a riportarla in vita. A volte ci rido sopra, a volte mi sembra so...