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Visualizzazione dei post da dicembre, 2021

Giovanna

 Il tuo nome significava questo, e per un periodo ti facevi chiamare così. Giovanna. È solo dopo che te ne sei andata che ho scoperto la canzone e ne ho dato un significato in cui mi ci sono rivisto molto. Mi piace pensare che non sia stato un caso, che il tuo nome doveva essere quello, anche se venivi da lontano. E sai alla fine cosa ho imparato? Che anche le persone più care ti abbandonano, ti lasciano solo coi tuoi pensieri e la tua tristezza. La mia tristezza, ancorata da sempre all'animo. Era forse la mia aria triste che ti piaceva così tanto, ti aveva convinto al punto da darmi un'occasione unica. Ma quanti anni avevamo? Boh, non so, ma rimpiango quei tempi, non per la giovinezza in sé, ma per le opportunità che sbocciavano ovunque, mentre ora è un mortorio, ora passo il tempo a bere in casa, a disprezzare le cose.  Ha ragione quando dice che ormai è tutto uguale, non c'è più qualcosa che riesca a colpire, troppa noia e monotonia, persone vuote e banali, identiche. M...

Triste come i gatti quando piove

 Alla fine lei ha accettato il mio invito, siamo usciti e ci siamo baciati e domani ci rivedremo. Ma l’amore che mi ero promesso è già svanito, non si è proprio concretizzato. È vero che le cose si fanno in due, allora, è una cosa biunivoca. Questo è il dicembre più caldo che io ricordi, il primo natale senza di te, la differenza si percepisce molto. Tra le vecchie foto ho rivisto la tua vita, i tuoi genitori e i tuoi suoceri, amici e parenti e la vostra felicità nel giorno del matrimonio. Eravate belli come lo siamo noi ora, giovani e forti, immortali, e soltanto voi potete capire quanto il tempo possa scalfire il corpo di un uomo, trasformarlo, polverizzarlo. E so che se tu fossi qui mi diresti di non pensarci, di andare avanti e crearmi nuovi ricordi. Ma le donne non mi interessano più di tanto, sono noiose, banali, e quelle che mi piacciono non mi considerano, ma se lo facessero, poi non mi piacerebbero più. E che continuo a cercare a fare? Sarò destinato a stare solo o ad acco...

Le strade

Penso spesso ultimamente alle cose che faccio e al loro perché. Tipo scrivere qui, dove nessuno può leggermi, io lo vedo come uno spazio sicuro e di sfogo, una valvola che mi salva un po’ la vita e un po’ me la condanna. Ma quando sono triste ne ho bisogno per davvero, mi fa capire quello che penso, a volte anche quello che voglio.  Tanta tristezza deriva però dalla solitudine che mi porto dietro ovunque vada, dovrei imparare a conviverci ma è troppo difficile e ogni persona che si avvicina alla mia vita viene respinta per motivi stupidi e insignificanti. Risolvere risulta astruso e complicato, come già detto in precedenza, e la cosa è identica sia per amicizie che per relazioni. Mi annoiano le persone, se non sono come le voglio io. E quelle che voglio boh, non le conosco o mi rifiutano. Che vita di merda.  Perché io mi sono ritrovato davanti a due strade, una portava in un mondo di amici e foto, successi, vestiti e automobili e ancora cene, sorrisi, mentre l’altra, buia e de...

Perché è meglio tenerselo per sé

 Io forse ti scriverei pure, mi interesserei a te e alla tua vita, a quello che mangi, ai posti che vedi. Ma non riesco a vederti qui con me nemmeno per un istante, nonostante la tua bellezza sia disarmante a volte, lo ammetto. E poi abbiamo tanti interessi comuni, di questo ne sono sicuro, ma non basta, sento che non basta. Però poi ci penso un po' e sento che dovrei dirti che potresti piacermi, che vorrei uscire con te almeno una volta, nonostante tu sia più giovane di me, e vivi lontano da casa mia.  Io risposte non ne ho, Hana, ma sono pieno di domande e me le pongo in ogni singolo istante della mia vita. Ho bisogno di un brivido sincero che possa stabilizzare i miei umori e alimenti il mio morente estro creativo. Ho scoperto che per poter scrivere e parlare di qualcosa, bisogna vivere emozioni forti ad essa collegate. Insomma, non si può scrivere qualcosa di buono restando tutto il giorno a casa, almeno per me è così. E sono pronto per questo, voglio sensazioni nuove, pos...

Soltanto un sonnambulo

Pensavo di pensarci troppo, ma la solitudine porta a confrontarsi continuamente. Pensavo allora di essermi ormai rassegnato all'idea canonica dell'amore, sto bene così, i miei piani e la palestra, il cibo, le uscite. Però sento sempre qualcosa che mi manca, che dovrebbe far parte di me e invece non è qui.  Tu, occhi tristi e un sorriso debole come il sole d'inverno, vorresti sconvolgere la mia vita e io nemmeno ti considero, perché? Forse non sono aperto a nuove occasioni se non le sento particolarmente mie, è un limite o uno standard? Giustamente la cosa mi porta a compiere un percorso a ritroso nella gerarchia degli amori, e il punto di partenza è sempre lo stesso.  Ma io ho amato mai o forse ho soltanto conosciuto un cattivo uso del potere che qualcun altro aveva su di me? So bene che la vita è una costellazione di sbagli, più o meno luminosi, e proprio per questo vorrei scegliere i miei con discrezione e accuratezza, almeno con una piccola dose di speranza e fantasia....