Burnt
Mi piacerebbe trovare una risposta breve e veloce da poter dispensare ogni volta che mi viene chiesto perché me ne sto sempre lì, da solo, con aria pensierosa, a non dire e guardare nulla.
In realtà quel che vedo è ben diverso dal nulla.
Feste o posti desertici o il mare o una via del centro, tanto fumo. Le corde di una chitarra che vibrano. L'ennesima sigaretta da ciccare per strada, fa freddo, poi caldo, poi di nuovo freddo. Le coperte che non arrivano alla guancia, l'ansia del "mezzo", l'incalzante ticchettio dell'orologio da parete.
-"Non importa quanta legna hai, se non c'è la scintilla, non potrai mai accendere alcun fuoco".
-"Con te sento di avere un tuono folgorante, altro che scintilla! Ma con cosa lo alimenteremo se già da ora siamo entrambi a secco di legname? Un fuocherello non potrà mica durare per sempre..."
-"Vorrà dire che ci trasferiremo in Costa Rica".
Potrei facilmente perdere la testa in questi ambienti idilliaci, così contrastanti nella loro armonia, così turbanti, ma, allo stesso tempo, rassicuranti. Questa è casa mia, solo che spesso ne perdo le chiavi.
Un'altra sigaretta, grazie. Fumo soltanto per la curiosità del vedere del fumo uscire dalla bocca, dalle narici. Non c'è bisogno di farsi del male quando si è già marci dentro. D'improvviso ci sono solo tenebre. Inizio a correre verso la luce, ma la galleria sembra infinita. Provo a voltarmi, a guardare in alto, a destra, a sinistra. D'un tratto c'è un fuoco, una spiaggia, le stelle, tante stelle, forse anche Marte. Le onde che quasi ci sfiorano. Ci sei tu, che mi piaci e non mi piaci, che sei fuggita da me per una vita intera e ora mi sei così vicina. E io guardo te, tu guardi me, io guardo te che guardi il cielo e poi il fuoco.
-"Ha lo sguardo perso nel vuoto", mi domando.
È difficile rispondere a certe idee, a certi richiami, a certi dogmi. Vorrei tu smettessi di fuggire, vorrei anche io smettere di fuggire. Vorrei che le paure che ci hanno portato a stare qui, vicino a questo fuoco, potessero scomparire nel niente più assoluto, in mezzo a queste stelle e questa luna bianca.
-"Ho deciso. Mi tolgo tutto, anche le mutande, mi butto in mare", penso tra me e me.
E mentre lei continua a fissare il rossore di queste fiamme, che sembrano non volersi spegnere mai, io continuo a pensare, e penso ai viaggi, al lavoro, alle giungle del Vietnam, ai coltelli di papà, al mio primo motorino. Ma ci sono rischi in questa esistenza che vanno presi a tutti i costi.
E mentre la luce e il buio cominciavano a mischiarsi, creando migliaia di tonalità di colori scuri, io decisi di correre verso l'incognita della vita ch'era quel mare aperto. Mi butto subito nell'acqua gelida di fine estate, faccio qualche metro, resto in piedi con le spalle verso la spiaggia, l'acqua che mi arriva al petto. Tremo, batto i denti, non sono abituato a mettermi alla dura prova, mi piacciono le cose semplici, scontate.
-"Vorrei potermi girare e trovarti dietro di me, ghiacciata, che mi guardi senza dire una parola. Vorrei continuare a tenere gli occhi chiusi, finché le mie labbra non trovano le tue, finché le nostre anime non si intrecciano in una spirale che volteggia in aria fino a diventare fuochi d'artificio. Vorrei all'improvviso comparisse musica alta, così alta da non riuscire a sentire null'altro, da portare le mie braccia dietro la tua nuca, le tue mani sul mio volto, i nostri corpi vicini. Vorrei poter sentire caldo, per una volta sola nella vita"
A Sara, non t'ho mai amato.
I see you, The xx, 2017. Un sogno cosciente nella dream (electro) pop di un gruppo ai più sconosciuto, di impronta indipendente. L'amore viene preso di mira da vandali puramente inglesi, vengono rimossi paletti, limiti. È tutto un "ti sfido, vienimi a prendere". Da ascoltare per tutta la vita.
In realtà quel che vedo è ben diverso dal nulla.
Feste o posti desertici o il mare o una via del centro, tanto fumo. Le corde di una chitarra che vibrano. L'ennesima sigaretta da ciccare per strada, fa freddo, poi caldo, poi di nuovo freddo. Le coperte che non arrivano alla guancia, l'ansia del "mezzo", l'incalzante ticchettio dell'orologio da parete.
-"Non importa quanta legna hai, se non c'è la scintilla, non potrai mai accendere alcun fuoco".
-"Con te sento di avere un tuono folgorante, altro che scintilla! Ma con cosa lo alimenteremo se già da ora siamo entrambi a secco di legname? Un fuocherello non potrà mica durare per sempre..."
-"Vorrà dire che ci trasferiremo in Costa Rica".
Potrei facilmente perdere la testa in questi ambienti idilliaci, così contrastanti nella loro armonia, così turbanti, ma, allo stesso tempo, rassicuranti. Questa è casa mia, solo che spesso ne perdo le chiavi.
Un'altra sigaretta, grazie. Fumo soltanto per la curiosità del vedere del fumo uscire dalla bocca, dalle narici. Non c'è bisogno di farsi del male quando si è già marci dentro. D'improvviso ci sono solo tenebre. Inizio a correre verso la luce, ma la galleria sembra infinita. Provo a voltarmi, a guardare in alto, a destra, a sinistra. D'un tratto c'è un fuoco, una spiaggia, le stelle, tante stelle, forse anche Marte. Le onde che quasi ci sfiorano. Ci sei tu, che mi piaci e non mi piaci, che sei fuggita da me per una vita intera e ora mi sei così vicina. E io guardo te, tu guardi me, io guardo te che guardi il cielo e poi il fuoco.
-"Ha lo sguardo perso nel vuoto", mi domando.
È difficile rispondere a certe idee, a certi richiami, a certi dogmi. Vorrei tu smettessi di fuggire, vorrei anche io smettere di fuggire. Vorrei che le paure che ci hanno portato a stare qui, vicino a questo fuoco, potessero scomparire nel niente più assoluto, in mezzo a queste stelle e questa luna bianca.
-"Ho deciso. Mi tolgo tutto, anche le mutande, mi butto in mare", penso tra me e me.
E mentre lei continua a fissare il rossore di queste fiamme, che sembrano non volersi spegnere mai, io continuo a pensare, e penso ai viaggi, al lavoro, alle giungle del Vietnam, ai coltelli di papà, al mio primo motorino. Ma ci sono rischi in questa esistenza che vanno presi a tutti i costi.
E mentre la luce e il buio cominciavano a mischiarsi, creando migliaia di tonalità di colori scuri, io decisi di correre verso l'incognita della vita ch'era quel mare aperto. Mi butto subito nell'acqua gelida di fine estate, faccio qualche metro, resto in piedi con le spalle verso la spiaggia, l'acqua che mi arriva al petto. Tremo, batto i denti, non sono abituato a mettermi alla dura prova, mi piacciono le cose semplici, scontate.
-"Vorrei potermi girare e trovarti dietro di me, ghiacciata, che mi guardi senza dire una parola. Vorrei continuare a tenere gli occhi chiusi, finché le mie labbra non trovano le tue, finché le nostre anime non si intrecciano in una spirale che volteggia in aria fino a diventare fuochi d'artificio. Vorrei all'improvviso comparisse musica alta, così alta da non riuscire a sentire null'altro, da portare le mie braccia dietro la tua nuca, le tue mani sul mio volto, i nostri corpi vicini. Vorrei poter sentire caldo, per una volta sola nella vita"
A Sara, non t'ho mai amato.
I see you, The xx, 2017. Un sogno cosciente nella dream (electro) pop di un gruppo ai più sconosciuto, di impronta indipendente. L'amore viene preso di mira da vandali puramente inglesi, vengono rimossi paletti, limiti. È tutto un "ti sfido, vienimi a prendere". Da ascoltare per tutta la vita.

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