Coffin

Racconto la storia e le avventure di personaggi "fuori posto". Tipi che non hanno mai trovato posto nella gloriosa routine delle convenzioni sociali, e forse mai l'hanno desiderato. Racconto su di me e su quello che mi incombe, in uno spazio dove, potenzialmente, potrebbero ascoltarmi in milioni, e dove, in realtà, non mi legge nessuno, non mi rileggo nemmeno io dopo aver postato. Lasciatemi spiegare, è sempre più difficile trovare dell'affetto vero e sincero, scambiare quattro chiacchiere, bere qualcosa solo per il gusto di stare in compagnia. È difficile vivere nelle città di oggi, negli agglomerati di matricole, numeri di autobus, occhiali da sole e cuffie. Il mio conformarmi in tutto ciò, tuttavia, è una scelta dovuta e consapevole, mi mantiene vivo, ignoro il mondo che mi ignora.
In una giornata media, pronuncerò all'incirca duecento parole. Alcuni dicono sia una persona silenziosa, altri mi trovano noioso. Mi piace pensare più che parlare, e penso, anzi immagino, il fururo. Sono in costante attesa di qualcosa che sappia stravolgermi la vita venendo in contro a quelle che sono le mie idee principali, sulle quali baso il mio sognare. Cosa mi mantiene vivo? L'attesa e il sogno, la speranza che un giorno entrambi possano scomparire (e non scompariranno, lo so, ma possono davvero affievolirsi e la cosa sarebbe già un ottimo traguardo).
Le parole che non dico sono quelle che leggo o ascolto. Sono vecchi romanzi d'autore, articoli di giornale datati, documentari, musica d'altri tempi o dei nostri tempi, pellicole che hanno contribuito a dare forma a movimenti o periodi per i posteri (che saremmo noi e chi verrà dopo).
Allora immaginate questo ragazzo, taciturno, un po' assonnato, con le cuffiette sempre alle orecchie, che nella sua testa vive mille storie. Dovete immaginare in quel ragazzo le rivoluzioni sessuali degli anni sessanta, il sesso libero e letale, l'utilizzo sfrenato di anfetamine e oppiacei, ma anche le marce di pace di Gandhi o i discorsi di Martin Luther King. Immaginate gli anni di piombo, il boom economico e la successiva crisi decenni dopo, i viaggi in moto del Che, le giungle impavide del Vietnam, la Grande Depressione, i baby boomers, lui era lì! Ed è ancora lì: quei posti, quei momenti, quelle persone, tutto esiste ancora, finché ne si mantiene vivo il ricordo. Prendetelo, quasi di forza, prendetelo mentre scende in piazza per dire no alla guerra, mentre si fuma hashish in montagna con i suoi amici per affrontare una dura separazione, mentre, mesi dopo, si ritrova perso in due occhi color nocciola di una studentessa così riservata nella sua spregiudicatezza, in un ballo scolastico che sa di punch annacquato e band improvvisate ma calorose . Prendetelo ora, che è a testa alta, che affronta il mondo al massimo, nelle gioie e nelle tristezze, prendetelo e posizionatelo nel grigio di questo mondo. Un pesce fuor d'acqua si sentirebbe più a suo agio.
Non si tratta di avere nostalgia di tempi passati e nemmeno vissuti. Si tratta di guardare in faccia la realtà e di ammettere che i rapporti sociali vanno via via deteriorandosi in un turbine di annichilimento sentimentale. Non c'è periodo migliore di questo per vivere, dove tutto è a portata di click, si vive a lungo, ci sono garanzie e non c'è la paura di svegliarsi con le bombe. Ma forse, e, sottolineo, forse, se c'è bisogno di cedere vitalità per ottenere diritti e progressi, avrei preferito rimanere un bambino degli anni '90, con le foto a colori sbiaditi, le strane acconciature, lo sviluppo della televisione e, soprattutto, il destino in mano (per possibilità).

Chiederò perdono, un giorno, per la scarsa qualità di questi scritti. Sono prose gettate d'istinto e al momento, in orari molto tardi. Non hanno bisogno di valutazioni, ergo rimarranno qui per sempre, o fino a quando Google vorrà, questa è casa loro.



Lungs, Florence Welch + The Machine, 2009. Un album che respira, che libera completamente lo strazio di una giovane artista inglese, intrappolata nell'incapacità di essere adulta. Una bellissima sfida contro i canoni musicali nell'epoca del pop. Tracce che raccontano di vita vissuta, di relazioni finite, di qualche goccio di troppo, di lacrime, ma anche di rivalsa, di rivincita contro tutti. Insomma, una guida a come sopravvivere nella quotidiana solitudine di una persona come tutte, di un'altra faccia in questo quadro, tutto sommato stupendo, che è la vita.

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