Tick

Non è altro che una stanza piena di orologi, che ti puntano, che ti minacciano. Preparati, corri, svelto. 
In divisa, testa alta, sveglia presto, il mondo è un fuggi fuggi, esci fuori a cercare di sbarcare il lunario quotidiano, pian piano accatasti qualcosina per il domani. Il domani che non verrà mai o che è già oggi, ma tu sei lo stesso di ieri. Torni a casa la sera, stanco, anche per oggi hai contribuito al tuo domani, alla tua vecchiaia, anche oggi rimandi i tuoi sogni a domani. Ci sono voci che non possono rimanere inascoltate, ci sono desideri che fanno breccia nel cuore e lo lacerano intensamente a tutte le ore. Ci sono situazioni, luoghi, persone, parole, che ti mandano fuori di testa perché ti ricordano quello che vuoi davvero. E, davvero, poco ti importa della tua bella casa, del tuo fuoristrada e della città, ormai impervia nei tuoi pensieri.
Ci sono posti che mi chiamano per essere esplorati, visitati, vissuti, ci sono costumi che attendono d'essere conosciuti e documentati. Il mondo è il mio posto e intendo visitarlo in lungo e in largo, finché non mi si sbricioleranno le ossa. Ma, per oggi, rimanderò a domani la mia impresa, inconscio delle conseguenze. Un giorno impazzirò.


Feels like home, Norah Jones, 2004. Casa non è casa, lo diventa solo andando via. Sembra quasi casa, ma non lo è. Ogni buon viaggiatore, però, muore a casa.

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