Persone perse

 Chi siamo noi per decidere? Perché continuiamo a fuggire a tutti i costi dalle nostre piccole, misere, banali realtà? E le persone che ci circondano lo fanno per solitudine, noia, raramente curiosità, sarà il virus probabilmente. 

Chissà dov'è ora quel pezzo di me che credeva ancora nel mondo e nell'amore, nella lealtà e nei propri sentimenti. Tutto ha preso una strana piega, frequento persone come fossero nessuno o le storie della mia vita, e in entrambi i casi spariscono tutti dopo pochi giorni, e nella mia testa non rimane nessuno, o meglio, non entra proprio alcunché. Questa malinconia m'accompagnerà forse ancora per un bel po', ma in cuor mio so che finirà, come finisce un bicchiere di vino, o una poesia, o una strada, o un'amicizia.

Questa città inizia a starmi stretta, non è più una mia estensione, mi sento uno straniero a volte, quasi spesso. È forse questa innata voglia di avventura che mi spinge a fuggire, un giorno lo farò, non troppo lontano da ora, devo soltanto attendere ancora un po' e risolvere un paio di cosette. Non mi importa più di niente, non provo nemmeno ansia o paura, è soltanto vuoto. Ho bisogno della normalità, della vecchia vita, che faceva schifo, sì, ma non così tanto. 

È l'interesse che ci guida verso tutto ciò che ci circonda, perso quello ci rimangono solo i ricordi, le azioni diventano automatizzate, sono puro istinto. Spallucce su qualunque cosa, una scopata, bistecche alla piastra. Vorrei svegliarmi presto.

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