Le strade

Penso spesso ultimamente alle cose che faccio e al loro perché. Tipo scrivere qui, dove nessuno può leggermi, io lo vedo come uno spazio sicuro e di sfogo, una valvola che mi salva un po’ la vita e un po’ me la condanna. Ma quando sono triste ne ho bisogno per davvero, mi fa capire quello che penso, a volte anche quello che voglio. 
Tanta tristezza deriva però dalla solitudine che mi porto dietro ovunque vada, dovrei imparare a conviverci ma è troppo difficile e ogni persona che si avvicina alla mia vita viene respinta per motivi stupidi e insignificanti. Risolvere risulta astruso e complicato, come già detto in precedenza, e la cosa è identica sia per amicizie che per relazioni. Mi annoiano le persone, se non sono come le voglio io. E quelle che voglio boh, non le conosco o mi rifiutano. Che vita di merda. 
Perché io mi sono ritrovato davanti a due strade, una portava in un mondo di amici e foto, successi, vestiti e automobili e ancora cene, sorrisi, mentre l’altra, buia e deserta, portava a un’esistenza inquieta, oscura e solitaria. Non ricordo il momento preciso in cui abbia deciso di virare nettamente verso una direzione, forse è stato un po’ graduale, ma parliamo comunque dei tempi del liceo, forse in secondo o terzo. Ma a me sta bene così, non mi lamento, sono andato oltre la vacuità del superficiale e ho a che fare con l’essenza delle cose nella loro forma più pura. Non mi chiedo più i quando e i dove, mi chiedo i come e i perché. Ci vuole poco a capire che troppe cose in questo mondo sono sbagliate, e lo sono per scelte che dipendono da altri uomini, responsabili di disuguaglianze, di dolore. Ma senza entrare troppo nel macroscopico, con un poco di attenzione si riesce a penetrare all’interno dei meccanismi sociali interpersonali. 
Cerco l’autenticità delle cose che si interfacciano ai miei sensi, voglio un originale e lo voglio per me, non devo dimostrare niente a nessuno. Niente più amicizie di convenienza, sesso occasionale, relazioni filler, buon viso a cattivo gioco, frasi fatte, fessi e contenti, no, mi avete rotto il cazzo. Voglio essere me stesso fino in fondo, senza stupide maschere superflue, voglio mostrarmi al mondo per quello che sono. E mi sono scocciato di passare notti insonni, sarebbe bello poter dormire.

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